Un Presidente equilibrista....un Trumpoliere
Le ultime settimane nei mercati finanziari sono state caratterizzate da un mix di incertezze politiche, tensioni commerciali e movimenti nei tassi d’interesse. Ecco un’analisi dei principali fattori che stanno influenzando gli investimenti:
### 1. *Trump e il Delirio di Onnipotenza: Errori Concettuali sui Dazi*
Donald Trump, nel tentativo di rafforzare l’economia americana, ha annunciato nuovi dazi sulle importazioni, confondendo però concetti economici fondamentali. Ha equiparato la *bilancia commerciale* (che registra import/export di beni e servizi) con la *bilancia dei pagamenti* (che include anche movimenti di capitale e redditi da investimenti). Questa semplificazione rischia di portare a politiche protezionistiche inefficaci. I dazi, infatti, potrebbero danneggiare i consumatori statunitensi con prezzi più alti, senza necessariamente ridurre il deficit estero, che dipende anche da fattori macroeconomici come risparmi e investimenti.
### 2. *Teoria dei Giochi: Gli Accordi Commerciali Alternativi*
Come nella teoria dei giochi, i Paesi colpiti dai dazi statunitensi stanno reagendo stringendo accordi commerciali tra loro, riducendo la dipendenza dagli USA. La Cina, l’UE e altre economie emergenti stanno intensificando gli scambi interni, marginalizzando parzialmente gli Stati Uniti. Questo potrebbe ridurre l’efficacia delle politiche protezionistiche di Trump, spingendo verso un mondo multipolare in cui il commercio si riorganizza attorno a nuovi blocchi economici.
### 3. *Tassi d’Interesse: Un Rialzo Temporaneo?*
La Fed ha mantenuto una politica monetaria restrittiva, ma molti analisti ritengono che l’attuale rialzo dei tassi sia destinato a fermarsi se l’economia USA mostrasse segni di recessione. In quel caso, si tornerebbe a un allentamento monetario per stimolare la crescita.
La stessa BCE questa settimana proseguirà nel percorso di abbassamento dei tassi per aiutare una economia europea ormai in recessione e rallentamento pronunciato.
Intanto, il rischio di un default degli USA è considerato basso, nonostante il debito pubblico elevato, perché il dollaro rimane la valuta di riserva globale e il Tesoro americano può contare su una domanda internazionale stabile.
### 4. *Il Dominio del Dollaro nel Commercio Globale*
Nonostante le tensioni geopolitiche, il USD resta la moneta più utilizzata negli scambi internazionali (quasi 80%), rappresentando circa il 60% delle riserve valutarie mondiali. Le alternative (euro, yuan) non hanno ancora la stessa liquidità e fiducia. Finché il sistema finanziario globale continuerà a basarsi sul dollaro, gli USA manterranno un vantaggio strutturale, permettendo loro di finanziare il debito a costi contenuti.
### 5. *Restare Investiti Nonostante le Turbolenze: La Strategia Vincente*
Nonostante le oscillazioni, la storia dimostra che uscire dal mercato azionario durante le turbolenze è spesso un errore. I dati mostrano che i mercati tendono a recuperare nel medio-lungo termine, e chi rimane investito beneficia dei rimbalzi. Chi tenta di "time the market" rischia di perdere i giorni di maggior rialzo, che spesso seguono i crolli. La diversificazione e un orizzonte temporale lungo restano le migliori strategie.
Qui sotto riporto dei grafici elaborati da Pictet cdove possiamo vedere il trend e i risultati di lungo termine anche in presenza di crisi, i tempi di recupero e reazione e soprattutto si evidenzia che le migliori occasioni di acquisto si verificano durante i mercati "orso".
